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    ROMA – Cento Paesi nel mondo hanno chiuso scuole e università; 777 milioni di bambini, ragazzi e giovani uomini hanno interrotto, sospeso, spostato la loro possibilità di istruzione. “Numeri senza precedenti”, si legge nell’ultimo report dell’Unesco. Tre secoli di alfabetizzazione, guardando la mappa messa a punto dagli uffici "Education" dell’organizzazione delle Nazioni Unite, hanno conosciuto un brusco, inatteso arresto. Ottantacinque nazioni hanno fermato l’attività didattica in tutto il territorio, altre quindici conoscono blocchi parziali, regionali, a volte sgraditi al governo centrale. L’unico continente senza restrizioni è rimasto l’Oceania.

    L’Italia, si sa, è stata la seconda nazione dopo la Cina ad aver fermato le lezioni frontali per il diffondersi del contagio da coronavirus: è accaduto lo scorso 8 marzo. Nove milioni, 39 mila e 741 alunni-studenti hanno lasciato le aule per reinventarsi una surroga in videolezione. Ieri è arrivato il divieto di presenza anche per presidi, docenti e personale dell’amministrazione ed è improbabile che si possa rispettare l’indicazione di un rientro per tutti il prossimo 6 aprile.

    Ancora fermi in Cina

    La stessa Cina, secondo l’ultimo rapporto reso pubblico ieri, presenta tutte le attività scolastiche e di alta formazione ancora ferme e questo nonostante abbia sostanzialmente fermato il contagio: 233 milioni di giovani, in un Paese diventato nelle ultime stagioni crocevia culturale e sede di collaborazioni scientifiche, restano lontani dai luoghi del sapere. Hanno fermato le attività le rinomate scuole coreane (7,044 milioni di studenti) e le meno rinomate scuole nordcoreane (4,229 milioni). Hanno sospeso in Iran, Afghanistan e Pakistan (che da solo pesa per 45 milioni di discenti).

    Venti stati negli Usa

    Il Sudamerica ha serrato le scuole in Venezuela, Perù, Argentina, Cile mentre in Brasile questa decisione è stata presa - contro la volontà del presidente Bolsonaro - dallo Stato di San Paolo. Nessuna restrizione in Messico. Negli Stati Uniti dell’ondivago Trump ci sono istituzioni chiuse in venti Stati, tra cui New York e la California. E così in tre province del Canada. La Russia sul fronte educazione ha fatto scelte minimali. E’ chiuso il Medio Oriente: Siria, Giordania, Libano, Palestina. Anche Israele. E hanno sospeso le attività tutte le scuole di sedici stati africani, compresi Sudafrica, Marocco, Libia ed Egitto.

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